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Rassegna aggiornata a livello mondiale sui metodi, l'efficacia e la sicurezza dell'ablazione transcatetere della fibrillazione atriale.
L’ablazione transcatetere si è dimostrata efficace terapia per la fibrillazione atriale in una proporzione variabile di pazienti e la sua popolarità continua a crescere.
Uno studio condotto qualche anno fa raccoglieva i dati sull’ablazione transcatetere della fibrillazione atriale in diversi laboratori di elettrofisiologia e rifletteva l’evoluzione delle tecniche ablative negli anni mettendo in evidenza come l’ablazione transcatetere era sempre più utilizzata perché sempre più sicura ed efficace ( dati raccolti in 8745 pazienti in circa 100 centri di aritmologia tra il 1995 e il 2002).
Nel frattempo l’ablazione transcatetere della fibrillazione atriale si è evoluta aprendosi a nuove tecniche e allargando le sue indicazioni a categorie di pazienti sempre più compromessi. L’impatto dei più recenti sviluppi e delle applicazioni odierne dell’ablazione non è ancora stato completamente analizzata.
Questo studio si pone come obiettivo di aggiornare i dati raccolti in tutto il mondo sui metodi, l’efficacia e la sicurezza dell’ablazione transcatetere della fibrillazione atriale.
Sono stati raccolti i dati di 521 centri per un totale di 20.825 procedure di ablazione su 16.809 tra il 2003 e il 2006. Tutti i centri includono il trattamento della fibrillazione atriale parossistica, persistente e permanente.
Dei 16.309 pazienti, il 64,3% dei pazienti sono risultati asintomatici senza assumere farmaci antiaritmici, il 12,55% dei pazienti sono asintomatici ma assumendo dopo l’ablazione farmaci antiaritmici al follow up eseguito a 18 mesi dal trattamento.
I dati più incoraggianti sono quelli dei pazienti in fibrillazione atriale parossistica dove i pazienti asintomatici dopo l’ablazione senza farmaci antiaritmici sono il 58,8%, mentre il 17,17% sono i pazienti asintomatici in fibrillazione atriale persistente e il 6,79% dei pazienti in fibrillazione atriale permanente.
Le osservazioni principali dello studio sono:
- l’ablazione transcatetere è sempre più proposta come terapia ai pazienti in fibrillazione atriale;
- l’ablazione transcatetere è proposta a pazienti in fibrillazione atriale sempre più compromessi;
- due sono le tecniche principali utilizzate;
- l’isolamento delle vene polmonari è l’obiettivo principale nella maggior parte dei centri;
- la radiofrequenza è la sorgente principale di energia utilizzata nell’ablazione;
- la proporzione dei pazienti asintomatici senza farmaci antiaritmici aumenta con l’esperienza del centro;
- la percentuale di complicanze e l’incidenza di flutter atriale iatrogeno non sembrano diminuire con l’esperienza acquisita dal centro stesso.
L’incidenza totale di complicanze è 4,5%. Rispetto ai dati raccolti nel 2005 l’incidenza si è ridotta, il dato precedente riporta un tasso di complicanze del 6%. La complicanza più frequente è il tamponamento cardiaco (1,3%).
Altre complicanze sono:
- 0,15% decessi correlati alla procedura;
- 0,71% attacchi ischemici transitori(TIA);
- 0,23% ictus;
- 1,32% pazienti con stenosi significativa delle vene polmonari;
- 8,6% pazienti presentavano un flutter atriale atipico di nuova insorgenza (iatrogeno).
Complicanze più rare:
- emotorace ( 0,02%);
- pneumotorace ( 0,09%);
- sepsi, ascessi, endocardite ( 0,01%);
- paralisi permanente del diaframma (0,17%);
- pseudoaneurismi femorali ( 0,93%);
- fistole artero-venose ( 0,54%);
- danno alle valvole cardiache ( 0,07%, di cui il 63% con necessità di intervento );
- fistola atrio-esofagea ( 0,04%).
I limiti di questo studio sono diversi:
- per quanto grandi i numeri non comprendono comunque tutti i centri che praticano ablazione;
- il successo dell’ablazione della fibrillazione atriale non ha una definizione univoca quindi
- esso può includere differenti condizioni cliniche;
- il follow up dei pazienti è relativamente breve e non può riflettere i risultati nel lungo periodo;
- la fibrillazione atriale asintomatica post-ablazione non è stata considerata nell’analisi dei dati;
- inoltre i dati raccolti sono quelli del 2003 al 2006 e potrebbero essere considerati non attuali, poiché le tecniche di ablazione sono in continua evoluzione ed in continuo miglioramento.
Conclusioni: analizzando un elevato numero di centri di aritmologia nel mondo, l’ablazione transcatetere della fibrillazione atriale si dimostra efficace in circa 80% dei pazienti dopo una procedura; inoltre circa il 70% dei pazienti non richiede terapia con farmaci antiaritmici durante il follow up del medio periodo ( 18 mesi).
Cappato R et al. Updated Worldwide Survey on the Methods, Efficacy, and
Safety of Catheter Ablation for Human Atrial Fibrillation. Circ Arrhythm Electrophysiol. 2010;3;32-38.
Estratto a cura della Dott.ssa Micaela Cioni
cionimicaela@virgilio.it
24 Marzo 2010
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