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COS'E' LA FIBRILLAZIONE ATRIALE

STATISTICHE ED EPIDEMIOLOGIA

CLASSIFICAZIONE DELLE TIPOLOGIE DI FA


SINTOMATOLOGIA CLINICA


 

 

STATISTICHE ED EPIDEMIOLOGIA

 

Circa 2,2 milioni di persone negli USA sono affette da fibrillazione atriale .

La prevalenza stimata nella popolazione generale è dello 0,4%, con aumento proporzionale all’età.
La fibrillazione atriale non è comune nell’infanzia, se non in associazione ad altre patologie cardiache.
Al di sotto dei 60 anni la prevalenza è inferiore all’1%, mentre è superiore al 6% al di sopra degli 80 anni.
La prevalenza è maggiore nei pazienti di sesso maschile.

La frequenza di fibrillazione atriale isolata o idiopatica varia tra il 12% in alcuni studi e il 30% in altri.
In tutti i restanti casi si associa a cardiopatia ipertensiva, cardiopatia ischemica, insufficienza cardiaca, cardiomiopatie,
valvulopatia mitralica, pericardite, abuso di alcool, embolia polmonare ed ipertiroidismo.
Può inoltre associarsi ad infezioni acute sistemiche, ipossia e chirurgia cardiaca.

La fibrillazione atriale è presente in circa il 50% dei pazienti affetti da patologia valvolare mitralica. L’evoluzione naturale della fibrillazione atriale dopo interventi di chirurgia cardiaca senza concomitante trattamento specifico dell’aritmia prevede un ripristino spontaneo del ritmo sinusale nel 15-20% dei casi.

Nei pazienti sottoposti ad interventi cardiochirurgici, la persistenza di fibrillazione atriale dopo l’intervento porta ad una riduzione della sopravvivenza globale, poiché non viene eliminato un importante fattore di rischio per l’insorgenza di insufficienza cardiaca e di gravi eventi tromboembolici. In uno studio, è stato dimostrato come il ripristino del ritmo sinusale sia associato ad una maggiore probabilità di sopravvivenza: 99% e 94% rispettivamente ad 1 e 4 anni dall’intervento in caso di ripristino spontaneo del ritmo sinusale, contro 97% e 77% rispettivamente ad 1 e 4 anni dall’intervento nel caso di permanenza di fibrillazione atriale.

I vantaggi del ripristino del ritmo sinusale dopo interventi cardiochirurgici sono più evidenti nei pazienti che non necessitano altrimenti di terapia anticoagulante, principalmente nei pazienti sottoposti ad interventi di plastica valvolare mitralica o di sostituzione valvolare con protesi biologica. In pazienti sottoposti ad interventi di plastica valvolare mitralica e concomitante trattamento della fibrillazione atriale con l’utilizzo della "Maze Procedure" è stata dimostrata una consistente diminuzione della probabilità di eventi tromboembolici e di rischio di sanguinamento dovuto alla terapia anticoagulante rispetto ad un gruppo controllo.

In assenza di trattamento chirurgico specifico combinato della fibrillazione atriale, la probabilità di ripristino del ritmo sinusale stabile dopo interventi cardiochirurgici nei pazienti affetti da fibrillazione atriale cronica è inferiore al 10%.

La probabilità di ripristino del ritmo sinusale aumenta quando la fibrillazione atriale viene trattata aggressivamente con terapia farmacologica o con cardioversione elettrica dopo l’intervento, tuttavia il mantenimento a distanza del ritmo sinusale rimane comunque inferiore al 26%.
Il trattamento della fibrillazione atriale durante interventi cardiochirurgici mostra ad oggi dei risultati soddisfacenti e dei rischi contenuti, ed è quindi da prendere in considerazione in ciascun paziente affetto da fibrillazione atriale e candidato a chirurgia elettiva per altra patologia cardiaca.

 
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