Accedi al FORUM

LA "MAZE III" PRECEDURE

L'ABLAZIONE A RADIOFREQUENZA

RADIOFREQUENZA UNIPOLARE E BIPOLARE




 

 

L'ABLAZIONE A RADIOFREQUENZA

 

 

Le Radiofrequenze (RF) fanno parte delle radiazioni non ionizzanti (NIR), appartengono alla famiglia delle onde elettromagnetiche (e.m.) e trasportano energia sotto forma di campo elettromagnetico.
Da un punto di vista strettamente energetico, l'interazione della radiazione elettromagnetica non ionizzante con un tessuto biologico si risolve in un trasferimento di energia dalla radiazione al tessuto e produce un campo elettromagnetico all'interno della materia, diverso da quello applicato in origine.
L'energia elettromagnetica, una volta assorbita, viene convertita in calore.
L’erogazione di RF determina una lesione tissutale circoscritta ed irreversibile (necrosi coagulativa) che si genera per insulto termico allorchè si raggiunge una temperatura tissutale di circa 50°C e dati sperimentali dimostrano che l’utilizzo di tale energia per 1 minuto a 70/80° C, sul muscolo cardiaco, produce lesioni profonde dai 3 ai 6 mm, solitamente sufficienti a creare una lesione transmurale, equivalente ad un isolamento elettrico completo.
Nei sistemi unipolari, al paziente è collegato un elettrodo indifferente, solitamente sulla schiena, in maniera tale che l’energia scorra dall’apice del catetere e innalzi la temperatura del tessuto a contatto.
Localmente il calore può arrivare fino a 100° C  provocando fenomeni di vaporizzazione ed in tal modo si propaga nei tessuti più profondi. Esistono vari tipi di cateteri a disposizione per il trattamento chirurgico. Ci sono sistemi con un lungo tubo flessibile, sonde rigide  e sonde simili a una penna con la punta raffreddata tramite un sistema di irrigazione.


In questi ultimi anni quindi l’utilizzo della radiofrequenza ha ulteriormente semplificato l’approccio sinistro per trattare la fibrillazione atriale. Tuttavia le ablazioni, in tutti i casi, venivano effettuate sulla superficie endocardica e ciò portava sicuramente ad un aumento del tempo di clampaggio aortico.
Sono stati tentati diversi tipi di schemi di lesioni. Esse includono tutte l’isolamento delle vene polmonari e l’esclusione dell’auricola sinistra; inoltre, molte includono una linea di connessione tra la parete posteriore dell’atrio sinistro e le vene polmonari e l’auricola o tra le vene polmonari e l’anulus mitralico. Altri ancora comprendono linee di lesione  anche sull’atrio destro come nello schema MAZE III.

Riassumendo, alcuni autori si sono ispirati alla MAZE, preferendo però la radiofrequenza e la crioabalzione al bisturi chirurgico.
L’esecuzione della procedura a sinistra richiede dai 10 ai 20 minuti, questo in contrasto con i 60 minuti richiesti per la procedura MAZE III. 

Nonostante le diverse modalità di approccio, i risultati sono simili: la percentuale di successo varia dal 70% all’80%.
In letteratura, la maggior parte dei pazienti trattati soffriva di una concomitante patologia organica cardiaca ed è stata sottoposta ad una procedura di correzione sulla valvola mitrale, oltre all’ablazione della fibrillazione atriale. Per questi i risultati sono vicini a quelli che si ottengono con la procedura MAZE III.
La percentuale di successo della procedura  è sovrapponibile sia che venga associato o meno uno schema di lesioni a destra.
La ricorrenza perioperatoria  della fibrillazione atriale dopo radiofrequenza è comune, insorge in due terzi dei pazienti. All’incirca il 30% o il 40% dei pazienti lascia l’ospedale in fibrillazione atriale, ma molti ritornano in ritmo sinusale nei successivi tre mesi, alcuni spontaneamente, altri dopo cardioversione elettrica. Per quanto riguarda invece la contrattilità atriale, questa riprende nell’ 80%-100% dei pazienti che ritornano in ritmo sinusale dopo essere stati sottoposti a tale procedura.

 

 


 
  Chi siamo   Contattaci

  Torna alla HomePage
© Copyright, fibrillazioneatriale.it