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La fibrillazione atriale è caratterizzata da un’attivazione elettrica aberrante del tessuto muscolare che costituisce la parete di entrambi gli atri.
L’ablazione di tessuto muscolare atriale allo scopo di creare delle cicatrici che impediscano o modifichino la normale propagazione dell’impulso elettrico all’interno degli atri è una metodica sempre più comunemente utilizzata nel trattamento delle aritmie cardiache.
Nella comune accezione clinica, per ablazione di un tessuto si intende la distruzione o la rimozione di quest’ultimo.
Affinché l’ablazione inibisca efficacemente la propagazione dell’impulso elettrico, essa deve causare una necrosi a tutto spessore, anche definita “transmurale”, della parete cardiaca. Tale concetto di transmuralità è estensibile agli altri organi cavi del corpo umano.
Tra le diverse tecniche ablative fino ad ora utilizzate si annoverano l’incisione chirurgica seguita da sutura del tessuto, la radiofrequenza (RF), la crioablazione, l’emissione di microonde, l’ablazione con laser, ultrasuoni.
Per quanto riguarda il cuore, le procedure di ablazione possono essere eseguite per via chirurgica convenzionale, ovvero attraverso una sternotomia mediana, utilizzando approcci miniinvasivi come per esempio una toracotomia di pochi centimetri, oppure per via percutanea transvenosa.
La forma di energia più utilizzata per eseguire ablazioni del tessuto cardiaco sia per via chirurgica sia per via transvenosa è la RF.
Vi sono sostanzialmente due modalità di ablazione con RF: unipolare e bipolare.
Nella modalità unipolare, il circuito elettrico si chiude tra un catetere ablatore ed uno o più elettrodi di grande superfice posizionato/i sulla cute del paziente, generalmente sulla parte posteriore della gabbia toracica. Il catetere ablatore viene posizionato in contatto con la porzione cardiaca da trattare generalmente per via per cutanea, ma anche chirurgicamente. Utilizzando tale tecnica, il tessuto viene scaldato principalmente dal riscaldamento resistivo alla superfice di contatto con il catetere.
(in foto: esempio di bruciatura mediante ablatore monopolare).

Nella modalità bipolare il flusso di corrente avviene tra due elettrodi entrambi posizionati in contatto con la parete da ablare. Questa seconda opzione permette una maggiore penetrazione della lesione e consente prevedibilmente un’ablazione transmurale quando i due elettrodi sono posizionati su versanti opposti della parete in oggetto. Un ulteriore vantaggio della procedura bipolare consiste anche nell'interrompere temporaneamente il flusso di sangue all'interno del vaso che si vuole ablare. Questo comporta un notevole incremento nella diffusione dell'energia termica attraverso i tessuti. Non più ostacolato dal flusso di sangue, in grado di mantenere alla superficie di contatto del vaso una temperatura costante di 37°C, il calore generato dall'ablatore a radiofrequenza è in grado di trasmettersi lungo tutto lo spessore del muscolo cardiaco clampato, garantendo una maggiore transmuralità della lesione.


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