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Alfredo Fanelli

Alfredo Fanelli

Domenica, 29 Marzo 2015 00:00

LA FIBRILLAZIONE ATRIALE VISTA DAI PAZIENTI

Tutti i pazienti sofferenti di Fibrillazione Atriale conoscono quanto viene detto loro da Medici, Cardiologi, Aritmologi e quant’altro …………………………. È un’alterazione del ritmo cardiaco generato dal nodo senoatriale che improvvisamente per cause variabili si attiva in modo totalmente caotico dando origine a multipli fronti d'onda e a contrazioni disorganizzate e frammentarie………e inoltre……………la fibrillazione atriale è un importante fattore di rischio per lo Stroke (ICTUS). Circa un quinto degli stroke è dovuto a questo tipo di aritmia………..

Intanto queste cause variabili nessuno le sa spiegare (se non in modo superficiale) e comunque proprio perché variabili non sono le stesse da paziente a paziente (ipertensione, stress, problemi digestivi, problematiche cardiache ecc.).

Qui comincia l’avventura con la Fibrillazione Atriale fatta di paura quando si attiva, di ansia nell’attesa di un nuovo episodio che prima o poi certamente si rifarà vivo, di pellegrinaggi al Pronto Soccorso con la speranza che torni il ritmo sinusale quanto prima.

Chi non ha provato queste sensazioni alzi la mano: Senso di smarrimento, fame d’aria, malessere generalizzato, giramenti di testa, bisogno di correre spesso in bagno, perdita di forze ………………

Farmaci all’insorgenza (Pill in the Pocket), farmaci antiaritmici per prevenirla, betabloccanti, anticoagulanti, ansiolitici ecc.

Quando non si rientra in ritmo entro le 24 ore? Cardioversione Farmacologica, e se non funziona…. Cardioversione Elettrica.

Tutto questo fino a che i farmaci riescono ad alleviare e tenere sotto controllo la Fibrillazione, ma quando non succede?

Qui ci dicono che entrano in gioco le linee guida AIAC per adottare un protocollo nella cura della FA, ma le linee guida ogni Medico le “interpreta” e le “dosa” sulla base della propria esperienza e su quella del paziente. Lo stesso farmaco infatti non è generalizzato ma testato assieme ad altri con la speranza di trovare l’effetto giusto. Come dicevamo la FA non ha gli stessi comportamenti da paziente a paziente e per forza di cose nemmeno il protocollo può essere uguale.

Purtroppo in tutto questo chi soffre il disagio è il paziente che trova spiegazioni diverse, cure farmacologiche diverse e si sente “sballottato” (e spesso usato come un bancomat) in un mare tempestoso.

Troveremo poi chi ci consiglierà l’ablazione e chi ce la sconsiglierà con fermezza, chi la propone nel tal Centro o chi nell’altro aumentando ansia e confusione.

Ecco queste sono sommariamente le esperienze, le ansie, le paure che ogni paziente sofferente di Fibrillazione Atriale vive sulle proprie spalle. La nostra speranza è quella di trovare medici coscienziosi, preparati e onesti e che abbiano il coraggio di farci intraprendere il percorso giusto e non un percorso ad ostacoli.

Giovedì, 08 Gennaio 2015 00:00

Forame Ovale Pervio (FOP)

Forame Ovale Pervio (PFO)

Il Forame Ovale Pervio è un’apertura di forma ovale ricoperto di membrana che permette il passaggio di sangue tra l’Atrio destro e l’Atrio sinistro nell’epoca fetale.

Dopo la nascita detta membrana aderisce al setto atriale e chiudendosi ne impedisce il passaggio.

Ad un quarto della popolazione italiana (circa 15 milioni) questo non avviene e rimane questa apertura anche in età adulta.

Tuttavia solo un 20% di queste persone con PFO potrà (a seguito di un colpo di tosse, una manovra di Valsalva o durante conati di vomito) avere un transito anomalo non di solo sangue da destra a sinistra, ma anche di trombi che possono ostacolare il regolare passaggio di sangue e causare ischemie o ictus.

Alcuni anni fa pure al calciatore Cassano è stato riscontrato a seguito di un’ischemia cerebrale (per fortuna senza conseguenze permanenti) questo problema,  è stato sottoposto alla chiusura del Forame ed ha potuto riprendere l’attività agonistica senza problemi.

Una volta diagnosticato il Forame Ovale Pervio (FOP) è consigliabile la chiusura per scongiurare eventuali futuri ictus.

L’intervento è semplice, di solito dura pochi minuti, viene praticato a cuore battente introducendo dalla vena dell’inguine e senza lesioni, un piccolo tappo chiamato ombrellino e dopo pochi giorni (una decina) si possono riprendere le normali attività.

Venerdì, 26 Dicembre 2014 00:00

Chiusura dell'Auricola sinistra

L’auricola sinistra è un “sacchettino” posto in comunicazione con l’atrio sinistro con una morfologia diversa in ognuno di noi.

Da studi effettuati è stato calcolato al 90% il rischio tromboembolico in pazienti affetti da fibrillazione atriale non protetti adeguatamente da terapia anticoagulante .

Pare infatti che proprio all’interno dell’auricola (con il ristagno del sangue durante la FA) si formano e risiedono i coaguli che possono sfociare in attacchi ischemici.

Da qui la necessità di chiuderla per ridurre drasticamente tale rischio.

E’ possibile effettuare detta occlusione in concomitanza di Ablazione Chirurgica Mini Invasiva detta anche Wolff Mini Maze o con intervento di Maze a cuore fermo con circolazione extracorporea in sternotomia o toracotomia dx.

Recentemente è stata sviluppata una tecnica di chiusura dell’auricola con l’inserimento di un “ombrellino” attraverso le vene femorali. Un apparecchietto bio-medicale chiamato dispositivo WATCKMAN che impedisce la fuoriuscita dei trombi che si possono formare all’interno dell’auricola.

Questo procedimento può trovare indicazione in pazienti non idonei o che mal sopportano la terapia anticoagulante (Warfarin o simili).

 

Giovedì, 25 Dicembre 2014 00:00

ABLAZIONE TORACOSCOPICA

L'ablazione chirurgica mini invasiva non è altro che la WOLF MINI MAZE che viene praticata a cuore battente per sconfiggere la fibrillazione atriale.

In pratica, con l'utilizzo di pinze bipolari che emettono corrente a radiofrequenza vengono bruciate alcune vene atrio-polmone direttamente sul cuore.

Le vene vengono bruciate nella loro interezza e non in modo puntiforme come invece avviene con l'ablazione classica transcatetere, in questo modo è pressochè impossibile che si possano ricreare punti di contatto con conseguente conduzione di attività elettrica e nuovi inneschi della fibrillazione atriale.

Con questo tipo di intervento viene inoltre praticata la chiusura dell'AURICOLA SINISTRA e in questo modo si riduce tantissimo la formazione di coaguli che potrebbero dare origine all'insorgenza di fenomeni tromboembolici (ictus).    

Sabato, 13 Dicembre 2014 00:00

LA SINDROME DI WOLFF - PARKINSON - WHITE

La sindrome di Wolff – Parkinson – White

E’ una forma particolare di tachicardia sopraventricolare dove, oltre al normale circuito di conduzione, viene coinvolto anche un fascio di conduzione accessorio (come se ci fosse un filo elettrico in più) che è presente fin dalla nascita.

Proprio per questo si riscontra in persone tachicardiche sin dall’infanzia o addirittura neonate perché questo fascio è presente fin dalla nascita.

A differenza della classica tachicardia da doppia via nodale, questa sindrome può essere riconosciuta e accertata anche con un semplice ECG perché si vedono chiaramente segni elettrocardiografici specifici.

Questo cosiddetto “filo elettrico” in alcuni casi puo’ condurre impulsi elettrici ad alta velocità e causare in una percentuale dello 0,4% un rischio mortale.

Proprio per questo motivo riscontrando con un ECG la sindrome WPW è buona cosa eseguire uno studio elettrofisiologico per avere informazioni precise sulla capacità di conduzione di questo fascio accessorio.

Con l’ablazione si hanno alte percentuali di successo per la cura definitiva di tale tipo di aritmia.

Sabato, 22 Novembre 2014 00:00

Il Coumadin (Warfarin)

Il Coumadin (Warfarin) o vitamina K è un anticoagulante orale che si assume per "fluidificare il sangue" ed impedire che si formino dei coaguli all'interno della circolazione sanguigna.

I coaguli non sono altro che "grumi di sangue" che si formano all'interno della circolazione del sangue e la fibrillazione atriale con i suoi battiti irregolari può esserne una delle cause.

Può essere indicato anche per chi soffre di trombosi venosa profonda e per chi ha effettuato la sostituzione di valvole cardiache (tutte patologie che possono portare alla formazione di coaguli).

Necessita di periodici controlli del sangue (INR) per stabilire i valori e quindi il giusto dosaggio da assumere affinchè la fluidità sia ottimale per scongiurare l'eventualità di ictus. Se il valore è troppo basso anche la coagulazione risulterà inefficace, se invece è troppo alto si potrebbe incorrere nel pericolo di emorragie.

Anche l'alimentazione dovrà subire qualche cambiamento evitando di consumare verdure a foglia larga in grandi quantità che potrebbero annullare o amplificare l'effetto del farmaco.

Dovrà essere posta la massima attenzione pure al consumo di altri farmaci in associazione con il Coumadin, meglio sempre consultare il proprio medico per evitare spiacevoli guai.

 

 

 

 

C'è sicuramente una correlazione tra disturbi gastrici e fibrillazione, nel senso che i disturbi gastrici non sono la causa diretta della fibrillazione ma possono essere una delle possibili spine irritative che innescano la fibrillazione stessa. La cosa vale soprattutto per le ernie jatali che, se di grosse dimensioni, possono anche sollecitare direttamente il cuore. Una buona norma per contrastare parzialmente la fibrillazione può quindi essere quella di curare con attenzione i problemi gastrici.

Sabato, 22 Novembre 2014 00:00

Il CORDARONE ....... farmaco da evitare?

Il CORDARONE (principio attivo Amiodarone) è un ottimo farmaco antiaritmico che però comporta nel tempo gravi effetti collaterali dovuti alla forte presenza di iodio.

E' necessaria almeno una settimana di "carico" perchè possa produrre benefici ma il suo effetto si protrae ancora per alcuni mesi anche dopo averne smesso l'assunzione.

Sarà l'Aritmologo a valutare se i benefici ricevuti valgoni i rischi e i danni che si potranno riscontrare nel tempo (Tiroide, Fegato, Occhi, Reni ecc.).

Ora è in commercio un farmaco "alleggerito" dallo iodio <che nelle intenzioni e nelle aspettative>  dovrebbe dare gli stessi risultati del Cordarone ma con minori effetti collaterali.

Il suo nome commerciale è MULTAQ e il suo principio attivo è il Dronedarone. Necessita di periodici controlli per la funzionalità epatica (fegato).