COME FUNZIONA: Caro Visitatore questo sito ha una parte accessibile solo previa iscrizione (FORUM) e accettazione delle regole di uso e una parte informativa accessibile a tutti in cui puoi trovare gli articoli scritti da medici o utenti del nostro forum. NOTA BENE: I COMMENTI AGLI ARTICOLI PUBBLICI SONO VISIBILI A TUTTI.
Se vorrai confrontarti o portare la tua esperienza potrai anche iscriverti al nostro forum, che è riservato e accessibile solo sotto utente e password al fine di osservare le regole di base di privacy dei partecipanti, oppure puoi consultare gli articoli liberamente.

SE TI REGISTRI COME MEMBRO DEL FORUM DI FIBRILLAZIONEATRIALE.IT, POTRAI CONSULTARE ANCHE L'ELENCO DEGLI INDIRIZZI DEI MEDICI CHE GENTILMENTE SI SONO RESI DISPONIBILI A RISPONDERE VIA MAIL.

Giovedì, 06 Novembre 2014 00:00

La classificazione per la fibrillazione atriale

Scritto da
Vota questo articolo
(1 Vota)

In passato si tendeva a distinguere tra fibrillazione atriale parossistica (PAF) e fibrillazione atriale cronica (CAF).

Secondo le più recenti linee guida dell’American College of Cardiology/American Heart Association/European Society of Cardiology (ACC/AHA/ESC) è necessario distinguere innanzitutto un primo episodio isolato di fibrillazione atriale, indicare se la regressione è stata spontanea o indotta, stabilire se il paziente è sintomatico o meno, tenendo presente che può esserci incertezza nel definire la durata dell’episodio stesso e l’eventuale presenza di episodi misconosciuti in passato.

Quando nello stesso paziente si siano accertati 2 o più episodi, la fibrillazione atriale viene considerata ricorrente. In questi casi, qualora via sia il ripristino spontaneo del ritmo sinusale e gli episodi siano di durata inferiore o uguale a 7 giorni, la fibrillazione atriale ricorrente viene designata come parossistica; nel caso in cui gli episodi abbiano durata superiore a 7 giorni e/o il ripristino del ritmo sinusale abbia richiesto un trattamento di cardioversione farmacologica o elettrica, la fibrillazione atriale ricorrente viene designata come persistente. Nei casi in cui la cardioversione elettrica non sia stata tentata o sia stata inefficace e il paziente permanga in fibrillazione atriale, si parla di fibrillazione atriale permanente.

Questa classificazione prende in considerazione tutti gli episodi di fibrillazione atriale di durata superiore a 30 secondi e nei quali non sia riconoscibile una causa reversibile. I casi secondari a condizioni precipitanti quali infarto miocardio acuto,  chirurgia cardiaca, miocardite, ipertiroidismo e malattia polmonare acuta vengono considerati separatamente: in questi pazienti il trattamento della patologia di base associato al trattamento dell’episodio di fibrillazione atriale di solito determina la risoluzione dell’aritmia.

Letto 3577 volte Ultima modifica il Venerdì, 07 Novembre 2014 00:46
Devi effettuare il login per inviare commenti