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Domenica, 04 Gennaio 2015 00:00

GRAVIDANZA E FIBRILLAZIONE ATRIALE In evidenza

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FA GRAVIDANZA FA GRAVIDANZA

 

5.7 Pazienti in gravidanza
Nelle donne senza pregressi episodi di FA e senza preesistente cardiopatia, la FA rappresenta un’evenienza rara in corso di gravidanza,
mentre il 52% delle pazienti con precedente diagnosi di FA va incontro a nuovi episodi aritmici, con conseguente
aumento delle complicanze fetali. Nella maggior parte delle pazienti che non presentano patologie congenite o valvolari la FA
in corso di gravidanza è ben tollerata.
Farmaci per il controllo della frequenza
I betabloccanti attraversano la barriera placentare e sono associati a numerosi effetti avversi potendo causare un ritardo della
crescita intrauterina, depressione respiratoria neonatale, bradicardia e ipoglicemia, specie quando somministrati nella prima
fase della gravidanza (12-24 settimane). Nelle donne con gravidanza complicata da ipertensione trattate con propranololo
non sono state osservate anomalie congenite184 ma è stato riportato un ritardo della crescita. La somministrazione di atenololo
entro il primo trimestre, ma non successivamente, è risultata associata ad un ritardo di crescita fetale. Una metanalisi
condotta sulle pazienti affette da ipertensione, che ha valutato i rischi correlati alla terapia con antagonisti dei beta-recettori
in gravidanza, ha evidenziato un aumento borderline dei neonati “piccoli per età gestazionale”. La digossina attraversa
facilmente la placenta, mentre l’intossicazione da digitale nella madre è risultata associata a mortalità fetale. I dati disponibili
relativi al verapamil e al diltiazem sono limitati, ma la somministrazione per via orale ai fini del controllo della frequenza
è in genere sicura.
Farmaci per la conversione della fibrillazione atriale
La flecainide è stata utilizzata con successo per la conversione a ritmo sinusale di aritmie fetali senza comportare l’insorgenza
di effetti negativi, mentre l’uso dell’amiodarone in gravidanza è risultato associato ad effetti fetali negativi e deve pertanto
essere somministrato unicamente in situazioni d’urgenza. Tutti i farmaci devono essere possibilmente evitati nel periodo in
cui avviene l’organogenesi nel primo trimestre di gravidanza.
Cardioversione elettrica
Alcuni casi clinici hanno documentato l’efficacia della CVE della FA materna, senza riportare conseguenze nocive per il feto.
Le modalità di erogazione dell’energia sono simili a quelle previste per le pazienti non in gravidanza.
Terapia anticoagulante
Gli AVK possono avere effetti teratogeni e in molti casi devono essere sostituiti con l’ENF o le EBPM nel corso del primo trimestre185.
In una rassegna sistematica sono state osservate malformazioni fetali associate all’uso del warfarin nel 6.4%dei casi quando il farmaco

veniva somministrato per tutta la durata della gravidanza, mentre non è stato riportato alcun evento
quando il trattamento veniva sostituito con la somministrazione di eparina tra la sesta e la dodicesima settimana. Il warfarin
è in grado di attraversare facilmente la barriera placentare, risultando in sovradosaggio nel feto anche quando la madre presenti
valori di INR nel range terapeutico. Tenuto conto che le EBPM non attraversano la placenta,
questi farmaci sono stati ampiamente utilizzati per il trattamento e la profilassi del tromboembolismo venoso in gravidanza
senza riscontrare effetti avversi per il feto. Nel terzo trimestre è consigliabile effettuare ripetuti controlli di laboratorio
(es. ogni 10-14 giorni) per verificare che l’intensità dell’anticoagulazione sia adeguata e per apportare eventuali aggiustamenti
posologici, giacché in alcune donne possono essere necessarie elevate dosi sia di AVK che di eparina per mantenere
un adeguato livello di anticoagulazione.
Le donne affette da FA o portatrici di protesi valvolari meccaniche che decidono di interrompere il trattamento con AVK
tra la sesta e la dodicesima settimana di gestazione devono ricevere infusione continua e.v. di ENF, ENF a dosi aggiustate o
EBPM a dosi aggiustate per via sottocutanea e possono riprendere l’assunzione di AVK nel secondo trimestre con solo un lieve
aumento del rischio teratogeno.
TRATTO DALLE Linee guida per il trattamento della fibrillazione atriale
Task Force per il Trattamento della Fibrillazione Atriale
della Società Europea di Cardiologia (ESC) - 2011

Letto 11982 volte Ultima modifica il Domenica, 04 Gennaio 2015 18:58

1 commento

  • Link al commento Iscritto Lunedì, 05 Gennaio 2015 22:39 inviato da Iscritto

    Incredibile non mi ero mai posta il problema di cosa succedesse in gravidanza. QUalcuno sa' se ci sono centri specializzati per le donne che vorrebbero avere un figlio ma che soffrono di aritmie?

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